Apple — analisi del gennaio 2016
Nonostante l'ultima trimestrale piuttosto deludente Apple sembra avere buoni margini di apprezzamento potendo contare sull'introduzione di nuovi modelli e l'ottimizzazione della struttura finanziaria.
Profilo societario
Apple progetta, produce e commercializza una vasta gamma di personal computer, dispositivi mobili di comunicazione e media, e lettori portatili di musica digitale, e vende una vasta gamma di software, servizi, periferiche, soluzioni di networking e contenuti digitali e applicazioni di terzi. Si tratta di prodotti e servizi che includono Macintosh (Mac) computer, iPhone, iPad, iPod, Apple TV, Xserve, un portafoglio di applicazioni software consumer e professionali, il Mac OS X e sistemi operativi IOS, contenuti digitali e applicazioni di terzi tramite iTunes negozio, e una gamma di offerte di accessori, assistenza e supporto. L'azienda vende i propri prodotti a livello globale attraverso i suoi punti vendita, negozi online, e della forza vendita diretta e di terze parti, vettori di rete cellulare, grossisti, dettaglianti e rivenditori a valore aggiunto.
Andamento del titolo
nel primo trimestre dell'esercizio 2015-16 i ricavi hanno raggiunto quota 75,9 miliardi (+1,7%), il risultato operativo è rimasto sostanzialmente invariato a 24,2 miliardi mentre l'utile netto ha superato i 18,3 miliardi (+1,9% sullo stesso periodo dell'anno precedente).
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 (l'esercizio chiude a settembre) Apple ha mostrato una crescita del fatturato del 36,8% mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 47,9% in presenza di una crescita dei margini di oltre 2,5 punti percentuali. Forte incremento anche per risultato operativo (+45,4%) e risultato netto (+44,2%). La redditività del capitale è aumentata sia a livello di ROI, passato dal 49% al 50,1%, che di Roe cresciuto di quasi 15 punti al 44,7% grazie alla maggiore leva finanziaria. La posizione finanziaria netta è infatti passata da una disponibilità di cassa di circa 23,5 miliardi ad un indebitamento finanziario netto di circa 22,9 miliardi di dollari a seguito dei consistenti acquisti di azioni proprie (oltre 100 miliardi negli ultimi tre esercizi).
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Apple fanno parte degli indici S&P 500 e Nasdaq. Apple mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) indice della trasformazione dei propri prodotti da status symbol a beni di consumo di massa. Negli ultimi 3 anni il titolo Apple ha registrato una performance del 43,5% superiore al +27,8% realizzato nello stesso periodo dall'indice S&P 500; dopo una iniziale fase laterale, durata fino a settembre 2013, è iniziato un trend crescente che si è rafforzato nel corso del 2014 ed ha raggiunto i massimi a maggio 2015 con un sostanziale raddoppio delle quotazioni; da allora è iniziato un trend discendente segnato da due correzioni piuttosto pronunciate: a luglio-agosto 2015 e a tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016.
Comparables
nel raffronto con le principali società operanti nel settore dell'elettronica di consumo Apple risulta quella coi più elevato multiplo Prezzo/Patrimonio netto mentre è piuttosto a buon mercato sulla base del Prezzo/Utile, buono il rendimento da dividendi, superiore al 2% ed il più elevato tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
- lancio di nuovi modelli di prodotti esistenti ed ideazione di nuovi prodotti - ottimizzazione della struttura finanziaria con l'impiego di ulteriori risorse finanziarie per il riacquisto di azioni proprie
Rischi
- forte concorrenza da parte di Samsung e Huawei nei segmenti smartphone e tablet con conseguenti pressioni sui prezzi - rallentamento dell'economia cinese che rappresenta uno dei principali mercati di riferimento
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi all'1% nel 2015-2016 che cresce al 4% nell'anno successivo e si riduce gradualmente fino al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in progressiva contrazione, dal 34,4% nel 2015-16 al 31,5% nel 2022 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 48,3% Infine si prevedono un tax rate al 26% ed un payout in progressiva crescita fino al 75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 130,8 dollari che tende a crescere (ridursi) di 5 dollari per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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9 analisi dal 10 febbraio 2014, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.