Ferrari — analisi del marzo 2019
Dopo essere triplicata nell'ultimo triennio, Ferrari sembra quotare leggermente a premio sul fair value, la società potrà espandere ulteriormente il proprio giro d'affari con nuovi modelli ma i multipli attuali sono molto elevati.
Profilo societario
Ferrari è uno dei principali marchi globali nel settore del lusso, noto per la sua eccellenza nella progettazione, produzione e commercializzazione di auto sportive di alto livello. Le vetture Ferrari sono iconiche, grazie anche al legame storico con la Scuderia Ferrari, il team più vittorioso nella storia della Formula 1. L'azienda realizza i suoi modelli nella sede di Maranello, in Italia, e li distribuisce in più di 60 mercati su scala internazionale.
Dati finanziari
Nel triennio 2016-2018 Ferrari ha mostrato una crescita dei ricavi del 10,2% mentre il margine operativo lordo è passato da 839,7 a 1112,6 milioni di Euro (+32,5%) in presenza di una crescita dei margini di 5,5 punti percentuale; forte crescita anche per il risultato operativo, salito del 39,2% a 823,8 milioni di Euro mentre l'utile netto è quasi raddoppiato passando da 399,7 a 786,6 milioni. La redditività è risultata in diminuzione sia a livello di ROI (-1,3 punti al 33,1%) che di ROE (-63,1 punti al 58,1%); quest'ultimo dato è stato influenzato dalla forte diminuzione della leva finanziaria con il rapporto debt to equity passato da 4,21 a 0,84.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Ferrari fanno parte del paniere Ftse Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Ferrari mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1), indice della presenza in un settore (beni di lusso) legato all'andamento del ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Ferrari ha registrato una performance fortemente positiva (202,4%) nettamente superiore al +10,1% dell'indice Ftse Mib: il trend è stato costantemente rialzista fino ai massimi di giugno 2018, periodo durante il quale il progresso è stato del 237,7%; in seguito è iniziata una correzione che è continuata per tutta la seconda parte dell'anno (minimo di dicembre), seguita da una ripresa ad inizio 2019 che ha riavvicinato i precedenti massimi.
Comparables
tra le società operanti nel segmento "premium" del settore automobilistico Ferrari risulta essere quella più cara sia sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) che del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile). Piuttosto contenuto il dividendo inferiore all'1% ed il più basso tra le aziende incluse nel campione.
Opportunità
allargamento della gamma a nuovi modelli (Suv) e motorizzazioni (ibride)
Rischi
rallentamento del ciclo economico ed effetto cambi negativo
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al 5% nel 2019, 6% medio nel biennio successivo e 5% nel lungo periodo; - margini sulle vendite in crescita fino al 37,7% del 2022 e seguenti; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 44,4% Infine si prevedono un tax rate al 28,5% ed un payout in crescita fino al 75%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 101,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 3,7 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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8 analisi dal 10 marzo 2019, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.