Saipem — analisi del gennaio 2010
Nonostante i buoni risultati degli ultimi 3 anni siamo prudenti sulla società del gruppo Eni sulla quale pesano le attese di rallentamento del volume di affari nel prossimo biennio e la riduzione del portafoglio ordini
Profilo societario
Saipem è un'azienda italiana specializzata nel settore petrolifero e del gas, con operazioni in aree remote e acque profonde. La società offre servizi che includono ingegneria, approvvigionamento, gestione di progetti e costruzione, con competenze specifiche nella progettazione e realizzazione di progetti offshore e onshore. Inoltre, Saipem sviluppa tecnologie innovative per la monetizzazione del gas e l'utilizzo di oli pesanti. L'azienda si articola in cinque unità operative principali: Ingegneria e costruzione onshore, Ingegneria e costruzione offshore, Perforazione onshore, Perforazione offshore e XSIGHT. L'attività offshore comprende la costruzione di piattaforme, terminali marini, condutture e lo sviluppo di giacimenti in acque profonde. Per quanto riguarda l'onshore, le operazioni si focalizzano sulla posa di condutture e sull'installazione di impianti e strutture galleggianti. Il segmento dedicato alla Perforazione gestisce programmi di perforazione onshore e offshore a livello globale.
Andamento del titolo
I conti dei nove mesi al 30-09-2009 mostrano ricavi per 7700 milioni di Euro (+6% sul corrispondente periodo del 2008), un risultato operativo di 866 milioni (+11,7%); ed un utile netto adjusted in rialzo del 6,7% a 544 milioni di Euro. Nell’ultimo trimestre si registra invece un rallentamento rispetto all’analogo periodo del 2008: ricavi a -3,8%, utile operativo -0,7% e utile netto a -10,1%; in calo anche il portafoglio ordini passato da 19041 milioni di un anno prima a 18354 milioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Saipem ha mostrato una crescita dei ricavi del 34,3%; il Mol è salito ad un tasso superiore (73,3%) grazie ad un miglioramento di oltre 3 punti dell'Ebitda margin, mentre il risultato netto è passato da 387 a 932 milioni di Euro (+140,8%). Gli indicatori di redditività si confermano su ottimi livelli ed in crescita con il ROE che sale di quasi dieci punti al 33,5% e il ROI di tre punti al 21,8%. La struttura patrimoniale si mantiene equilibrata con un rapporto debt to equity in diminuzione a quota 0,73.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Saipem fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Saipem mostra una rischiosità superiore al mercato (beta maggiore di 1) dovuta alla presenza in un settore molto sensibile al ciclo degli investimenti e all'andamento del prezzo del petrolio. Negli ultimi 3 anni il titolo Saipem ha registrato una performance positiva (+24,2%) nettamente migliore del -46,1% del mercato; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da un trend crescente fino a novembre 2007 (con un rialzo di quasi il 70% in meno di un anno) seguito da una fase di maggiore incertezza durata fino ad agosto 2008. L'inizio della crisi finanziaria e il crollo dei prezzi del petrolio hanno causato, a partire da settembre 2008, una riduzione dei prezzi superiore al 60% ma, a partire da marzo 2009, è iniziata una rapida ripresa che ha portato al raddoppio delle quotazioni.
Comparables
nel confronto con i principali comparables a livello internazionale Saipem risulta tra le società più a sconto sulla base dei rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è abbastanza cara se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile). Risulta prima sulla base del rendimento da dividendi, di poco superiore al 2%.
Opportunità
la ricerca di giacimenti di idrocarburi in zone sempre più remote dovrebbe sostenere lo sviluppo delle aree di attività dove Saipem possiede le migliori competenze
Rischi
rallentamento delle commesse dovuto alla fase discendente dei prezzi del petrolio dopo i picchi dell’estate 2008
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi positiva nel 2009 (+4%) ma negativa nel biennio successivo (-2%) che si riporta al 3% nel lungo periodo; - margini sulle vendite al 14,5% del 2009 in riduzione al 14% del 2010 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo del 20,7%; Infine si prevedono un tax rate del 24,5% ed un costo del debito medio al 4,5% su tutto il periodo di previsione. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 20,3 Euro che tende a crescere (ridursi) di 2,5 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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11 analisi dal 25 giugno 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.