Banca MPS — analisi del novembre 2010
Banca MPS ha un fair value in linea con gli ultimi prezzi di mercato. La banca risulta correttamente valutata anche se raffrontata coi principali comparables italiani sulla base dei multipli.
Profilo societario
Fondata nel 1472, Monte dei Paschi di Siena detiene il primato di banca più antica al mondo ancora operativa. Attualmente guida uno dei maggiori gruppi bancari italiani, con una presenza di rilievo nei principali settori in cui opera. Il Gruppo svolge attività su tutto il territorio nazionale e in importanti piazze internazionali, concentrandosi su servizi tradizionali di retail e commercial banking, con una forte vocazione verso famiglie e piccole-medie imprese. È attivo in settori chiave come leasing, factoring, finanza d'impresa e investment banking. Grazie a una partnership strategica con AXA, il ramo assicurativo e previdenziale è ben sviluppato, mentre l'asset management si distingue per un'offerta di prodotti d'investimento provenienti da case terze indipendenti. Monte dei Paschi combina modelli tradizionali di servizio, offerti tramite filiali e centri specializzati, con soluzioni digitali innovative e servizi self-service. La rete di promotori finanziari di Banca Widiba arricchisce questa offerta con competenze mirate. A livello internazionale, il Gruppo si impegna a supportare i clienti corporate nei processi di espansione globale, operando sui principali mercati finanziari mondiali.
Andamento del titolo
nei primi nove mesi dell’anno MPS ha registrato una lieve flessione del margine di interesse (-0,3% a 2691,2 milioni di Euro) mentre il margine di intermediazione è diminuito del 1,9% a 4176,7 milioni; buona performance per il risultato della gestione operativa (+31,4% grazie al controllo dei costi e ai minori accantonamenti su crediti) e quello al lordo delle imposte (+31,2%). Il risultato netto è sceso invece di 44,5 milioni a 356,9 milioni di Euro (-11,1%) per il venir meno di componenti straordinari per quasi 200 milioni.
Dati finanziari
Nel triennio 2007-2009 Banca MPS ha registrato una crescita del 12,8% del Margine di Interesse e del 11,1% del Margine di Intermediazione in calo il Risultato di Gestione a -21,8%; più marcata la flessione del risultato lordo (-87,3%) penalizzato dagli accantonamenti su crediti più che raddoppiati mentre l'utile netto diminuisce del 84,7% a 220 milioni di Euro. La redditività del capitale è scesa conseguentemente con il ROE che è passato dal 16,3% al 1,3%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banca MPS fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Banca MPS mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta prossimo ad 1) risultato della dimensione domestica del business unita ad una limitata esposizione ad attività rischiose come il trading e l'investment banking. Negli ultimi 3 anni il titolo Banca MPS ha registrato una performance negativa (-69%) rispetto al -45,2% dell'indice FTSE Mib; l'andamento del triennio ha visto una flessione iniziale piuttosto marcata (con perdite che si sono avvicinate al 70%) seguita da una ripresa che è stata più debole di quella dell'indice, soprattutto a partire dal settembre 2009, quando il titolo ha iniziato una nuova fase riflessiva che lo ha portato nuovamente vicino ai minimi di periodo.
Comparables
nel raffronto tra le principali banche nazionali Banca MPS risulta la più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è la più a buon mercato se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), non avendo pagato alcun dividendo nel 2010 il rendimento da dividendi risulta pari a zero.
Opportunità
potrà sfruttare l'integrazione di Banca Antonveneta per realizzare sinergie e ridurre i costi
Rischi
i nuovi requisiti patrimoniali di Basilea III potrebbero rendere necessaria una ricapitalizzazione
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 8% nel 2010 e 3% negli anni successivi; - una crescita delle commissioni negativa nel 2010 (-4%) che torna positiva a partire dal 2011 (6% per scendere progressivamente al 3% di lungo periodo); - un cost/income ratio in diminuzione dal 67,5% del 2010 al 61,5% nel 2015 ed anni successivi; Infine si prevede un tax rate stabile al 35% ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività in calo allo 0,35% dallo 0,5% del 2010. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,07 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,08 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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7 analisi dal 4 ottobre 2006, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.