Poste Italiane — analisi del settembre 2021
Dopo il forte recupero degli ultimi mesi Poste Italiane quota su valori non distanti dal fair value; la società potrà diversificare la propria offerta di servizi ma potrebbe subire un'erosione dei margini nel servizio postale tradizionale.
Profilo societario
Poste Italiane rappresenta la più grande rete di distribuzione di servizi in Italia, con attività che spaziano dalla consegna di corrispondenza e pacchi ai servizi finanziari, assicurativi, di pagamento e telefonia, rivolti a famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche. Forte di una storia che supera i 160 anni, l'azienda conta circa 120mila dipendenti, una rete di 12.800 uffici postali e gestisce investimenti finanziari pari a €593 miliardi. Poste Italiane è un pilastro del tessuto socioeconomico italiano, riconosciuta per la sua estesa capillarità, affidabilità e la fiducia accordata dai suoi clienti.
Andamento del titolo
nei primi 6 mesi del 2021 i ricavi sono aumentati del 14% a 5,68 miliardi di Euro, il risultato operativo è passato da 766 a 1049 milioni (+37,1%) mentre il risultato netto è salito da 546 a 773 milioni (+41,8%). La posizione finanziaria netta del gruppo presentava un avanzo di 7,23 miliardi rispetto ai 6,86 miliardi di fine 2020.
Dati finanziari
Nel triennio 2018-2020 Poste Italiane ha mostrato una diminuzione dei ricavi dell'1,2% mentre il margine operativo lordo è aumentato del 7,5% in presenza di margini in crescita di 1,7 punti percentuale. Più contenuta la crescita del risultato operativo (+1,7% a 1524 milioni) a causa dei maggiori ammortamenti mentre l'utile netto è diminuito del 13,8% scendendo a 1206 milioni di Euro. La redditività è risultata in calo sia a livello di ROE, passato dal 17,3% al 10,5%, che di ROI in calo di 11,6 punti al 26,7%. La disponibilità di cassa netta è aumentata di 1,4 miliardi, raggiungendo quota 6,8 miliardi.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Poste Italiane fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Poste Italiane mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) indice della presenza nel settore finanziario e della scarsa diversificazione geografica delle attività. Negli ultimi 3 anni il titolo Poste Italiane ha registrato una performance positiva (+80,8%) nettamente migliore del +27,6% dell'indice FTSE Mib: dopo un trend crescente durato fino ai massimi di febbraio 2020 (con un guadagno di oltre il 70%) il titolo ha corretto bruscamente in corrispondenza con l'esplosione della pandemia, perdendo in tre settimane quanto guadagnato fino ad allora. Il successivo recupero ha avuto breve durata (marzo-maggio) e, ad ottobre dello stesso anno, le azioni si sono nuovamente avvicinate ai minimi; solo a partire da novembre 2020 è potuto partire un nuovo trend rialzista che ha permesso di toccare nuovi massimi a giugno 2021, livello nuovamente avvicinato nelle ultime settimane dopo una breve pausa.
Comparables
Poste Italiane è attiva sia nei servizi di spedizione che nel settore bancario e assicurativo, per questo in tabella sono riportati un comparable per ognuno di questi settori. La società risulta la più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings mentre è nella media se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi, superiore al 4%, ma in linea con le altre aziende del campione.
Opportunità
valorizzazione della propria rete di uffici con l'offerta di una pluralità di servizi anche in ambito digitale
Rischi
forte concorrenza e margini in diminuzione nel servizio postale tradizionale
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 7% del 2021 allo 0,5% di lungo periodo; - margini sulle vendite in calo fino al 24,5% del 2023 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 38,1% Infine si prevedono un tax rate al 28% ed un payout in progressiva crescita fino all'85%%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 11,86 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,7 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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6 analisi dal 26 settembre 2021, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.