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RCS Mediagroup — analisi del novembre 2009

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali società italiane del settore editoriale

Profilo societario

RCS MediaGroup è tra i principali protagonisti del panorama editoriale multimediale, operando principalmente in Italia e Spagna e abbracciando un’ampia gamma di settori. L’offerta del Gruppo spazia dai quotidiani ai periodici, passando per il digitale, i libri, la televisione, i nuovi media e la formazione. RCS si distingue anche come uno degli operatori di spicco nel campo della raccolta pubblicitaria, oltre a organizzare eventi iconici e format sportivi di grande rilievo, come il celebre Giro d’Italia. Tra le testate pubblicate dal Gruppo figurano quotidiani di fama internazionale quali il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, El Mundo, Marca ed Expansion, insieme a numerosi periodici noti come Oggi, Amica, iO Donna, 7, Yo Dona e Telva.

Dati finanziari

Nel triennio 2006-2008 RCS Mediagroup ha mostrato un fatturato in crescita del 12,4% mentre il margine operativo lordo è diminuito del 4,5%, a causa di una contrazione dei margini di quasi tre punti; il risultato netto ha subito un netto calo essendo passato da 234,6 a 44,7 milioni di Euro. La redditività del capitale è scesa di circa dieci punti a livello di ROI e oltre quindici a livello di ROE. A livello patrimoniale si registra un consistente incremento dell'indebitamento, anche a seguito delle acquisizioni effettuate, con una posizione finanziaria netta passata da una sostanziale parità ad un indebitamento netto di oltre un miliardo di Euro (il rapporto debt to equity è pari a 0,94).

Commento ai dati di bilancio

Le azioni RCS Mediagroup fanno parte del paniere Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. RCS Mediagroup mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) determinata dalla ciclicità del mercato pubblicitario dal quale provengono buona parte dei suoi ricavi. Negli ultimi 3 anni il titolo RCS Mediagroup ha registrato una performance negativa (-64,4%) contro il -44,4% dell'indice rappresentativo del mercato azionario; l'andamento del triennio ha visto una iniziale sovraperformance durata fino a ottobre 2007 seguita da una fase di ribassi pressochè ininterrotti fino a marzo 2009; dai minimi le azioni hanno recuperato oltre il 100% conservando però un forte divario rispetto agli indici.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2009 (-15%) che torna positiva nel 2010 per riportarsi su un livello del 2% di lungo periodo a partire dal 2013; - margini sulle vendite in diminuzione al 3,5% del 2009 ed in progressiva ripresa negli anni successivi fino al 12,5% di lungo periodo; - un ROI di lungo periodo del 9% circa Infine si prevede un tax rate in diminuzione al 35% ed un costo del debito medio di lungo periodo del 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,2 € che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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4 analisi dal 27 agosto 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.

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