Saras
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali società di raffinazione italiane
Profilo societario
Il Gruppo Saras è uno dei principali operatori italiani ed europei del settore della raffinazione del petrolio grezzo, vende e distribuisce prodotti petroliferi sul mercato domestico ed internazionale, opera nella produzione e vendita di energia elettrica attraverso le joint-venture Sarlux e Parchi Eolici Ulassai e in altre attività.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Saras ha avuto una crescita del fatturato del 44,1% mentre il margine operativo lordo ha subito una riduzione del 37,5%, in presenza di margini in calo di quasi 4 punti. L'utile netto è passato da 395,4 a 61,8 milioni di Euro. La redditività del capitale si è sensibilmente ridotta sia a livello di ROI (-13 punti al 5,3%) che di ROE (-26 punti al 4,7%). A livello patrimoniale si registra un lieve incremento del rapporto debt to equity che passa da 0,22 a 0,25.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Saras fanno parte del paniere Mid Cap e rientrano nel segmento Blue Chips. Saras mostra una rischiosità superiore in linea con il mercato (beta prossimo a 1) nonostante la variabilità dei margini nel settore della raffinazione e l'esposizione al ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Saras ha registrato una performance negativa (-53,1%) contro il -42,7% dell'indice del listino italiano; l'andamento del triennio ha seguito abbastanza da vicino quello del mercato con una sovraperformance nella primavera del 2008 (in coincidenza con l'impennata dei prezzi del petrolio ed i maggiori margini di raffinazione per le aziende del settore) mentre ha beneficiato solo in minima parte della ripresa dei mercati iniziata a marzo 2009, con un andamento particolarmente negativo nell'ultimo mese.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una diminuzione dei ricavi del 40% nel 2009 (dovuta al forte calo del prezzo del petrolio nell'ultimo anno) che si riporta a +3% negli anni successivi; - margini sulle vendite in crescita al 5,5% nel 2009 fino al 8% del 2010 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 14% circa Infine si prevedono un costo del debito stabile al 4,35% ed un tax rate al 33% su tutto il periodo di previsione. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni mezzo punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.