Banca Ifis — analisi del settembre 2016
Dopo la flessione dei prezzi registrata nel secondo trimestre Bca Ifis sembra essere tornata a buon mercato, la banca potrà beneficiare della cessione dei crediti in sofferenza da parte delle principali banche nazionali in programma nei prossimi mesi.
Profilo societario
Banca IFIS S.p.A. è un istituto finanziario specializzato in vari settori del credito, tra cui crediti commerciali, crediti di difficile esigibilità e crediti tributari. La banca suddivide le proprie attività in cinque divisioni principali: Banca IFIS, dedicata al supporto del credito commerciale delle piccole e medie imprese italiane; Banca IFIS International, che offre servizi a imprese con sede o operanti all'estero; Banca IFIS Pharma, focalizzata sul credito commerciale per i fornitori di servizi sanitari; Toscana Finanza, che gestisce crediti di difficile esigibilità; e Fast Finance, attiva nel segmento dei crediti fiscali. Inoltre, Banca IFIS offre servizi di investimento bancario tramite GE Capital Interbanca SpA. L'istituto opera sia in Italia che in vari Paesi internazionali, tra cui Polonia, Romania, Ungheria e India. La banca coordina le sue attività tramite società controllate quali Interbanca Group e Cap.Ital.Fin SpA.
Andamento del titolo
i risultati del primo semestre 2016 evidenziano una diminuzione del margine di intermediazione del 36,8% a 167,4 milioni di Euro (principalmente per il venir meno dei proventi derivanti dallo smobilizzo del portafoglio titoli nell'anno precedente) mentre il risultato di gestione scende del 45,4% a 135,2 milioni ed il risultato netto passa da 130,8 a 39,1 milioni di Euro (-70,1%).
Dati finanziari
Nel triennio 2013-2015 Bca Ifis ha registrato una crescita del Margine di Interesse dello 0,9% mentre il Margine di Intermediazione è passato da 267,2 a 411 milioni di Euro (+53,8%), forte incremento anche per il Risultato di Gestione (+49%) mentre l'utile netto è aumentato del 90,9% a 162 milioni. La redditività del capitale (ROE) è cresciuta di quasi sei punti al 28,2%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Bca Ifis fanno parte del paniere FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia Star. Bca Ifis mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta prossimo a 1) risultato da un lato della presenza in un settore come quello bancario, particolarmente legato all'andamento dei mercati finanziari e dall'altro alle peculiarità del proprio business (factoring) che ha caratteristiche di anticiclicità. Negli ultimi 3 anni il titolo Bca Ifis ha registrato una performance fortemente positiva (+123,1%) nettamente migliore del -10,1% dell'indice FTSE Mib; il trend è stato crescente fino ad inizio 2016 (massimi di gennaio e marzo), in seguito si è assistito ad una profonda correzione dei corsi che ha comportato una perdita di oltre il 40% in circa 3 mesi, a partire dal mese di luglio sembra essere ripartita una tendenza positiva.
Comparables
nel raffronto con l'unico comparable italiano quotato specializzato nel factoring Bca Ifis risulta più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è più cara se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il rendimento da dividendi superiore al 3%.
Opportunità
acquisizione di portafogli di crediti in sofferenza che molte banche si apprestano a cedere
Rischi
l'acquisizione di Interbanca porterà, almeno nei primi anni, ad una riduzione della redditività ed un peggioramento dei coefficienti patrimoniali
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività negativa nel 2016 (-32%) che ritorna positiva a partire dal 2017; - una crescita delle commissioni a -5% nel 2016 che sale al 6% nel 2017 e si riporta al 3% nel lungo periodo; - un cost/income ratio di lungo periodo al 46%; Infine si prevede un tax rate stabile al 33% ed un payout che sale fino al 64%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 25,75 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,65 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.
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7 analisi dal 26 gennaio 2008, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.