Edison — analisi del agosto 2009
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi della utility milanese
Profilo societario
Edison e' la risultante della fusione di Edison (ex Selm), Fiat Energia e Sondel nella Montedison, avvenuta all'inizio del 2002. La societa' opera nel settore della produzione, trasporto e vendita sia di elettricità che di gas naturale. Il gruppo Edison opera in due settori: 1) energia elettrica (produzione) dove realizza l¿80% del fatturato ed il 90.4% del reddito operativo; 2) idrocarburi (produzione e distribuzione) dove realizza il rimanente 20% del fatturato ed il 9.6% del reddito operativo.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Edison ha mostrato una crescita dei ricavi del 26,3%; il Mol è cresciuto in misura molto più contenuta (6,9%) a causa di una riduzione dei margini sulle vendite di oltre 2,5 punti, mentre l'utile è passato dai 662 milioni di Euro del 2006 ai 347 milioni del 2008. La redditività del capitale investito è salita di circa un punto (al 7,8%) mentre il ROE è passato dal 9,6% al 4,3%. La struttura patrimoniale ha visto un progressivo riequilibrio, con il rapporto debt to equity passato da 0,6 a 0,36.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Edison rientrano nel segmento Blue Chips e fanno parte del paniere Mid Cap Edison mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) a conferma della stabilità del business in cui opera. Negli ultimi 3 anni il titolo Edison ha registrato una performance negativa (-37,7%) ma migliore del -42% dell'indice di mercato; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da una iniziale fase positiva, culminata nei massimi di giugno 2007 ripetuti a ottobre dello stesso anno (+50% da inizio periodo), seguita da una contrazione piuttosto accentuata e terminata a marzo 2009 (-71%); la ripresa dai minimi è stata più contenuta rispetto all'indice di mercato.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al 3% nel lungo periodo (dopo un 2009 in calo del 8%); - margini sulle vendite in miglioramento dal 13,5% del 2009 al 14,5% del 2012 ed anni successivi; - un ROI di lungo periodo al 9,4% Infine si prevedono un tax rate al 44% ed un costo del debito medio del 4,35% su tutto il periodo di previsione. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 1,13 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,14 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.
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4 analisi dal 25 ottobre 2007, una per ogni volta che siamo tornati sul titolo.