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Ubi Banca

In vista della possibile fusione con Intesa Sanpaolo Ubi Banca sembra avere un buon potenziale di rivalutazione, i principali multipli sono molto contenuti ma scontano una situazione economica che potrebbe riservare sorprese negative.

Profilo societario

UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo bancario quotato alla Borsa di Milano e incluso nell'indice FTSE MIB.

Andamento del titolo

nei primi tre mesi del 2020 il margine di interesse è diminuito del 9,1% a 405,2 milioni, mentre le commissioni nette sono cresciute del 4,9% a 420,5 milioni, con i proventi operativi in calo dello 0,8% a 913,6 milioni. Il calo degli oneri operativi (-1,6% a 593,6 milioni) ha consentito al risultato di gestione di crescere dello 0,7% a 320 milioni mentre l’incremento di oltre il 20% degli accantonamenti su crediti è stato controbilanciato dai minori oneri straordinari (che ammontavano a 42,6 milioni nel primo trimestre 2019) con il risultato netto che è passato da 83,4 a 93,6 milioni (+12,1%).

Dati finanziari

Nel triennio 2017-2019 Ubi Banca ha registrato una crescita del Margine di Interesse del 9,7% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 2,2% penalizzato dall'andamento negativo dei proventi finanziari; crescita a due cifre per il Risultato di Gestione a quota 1130,5 milioni (+11,2%) grazie alla diminuzione dei costi operativi mentre a livello di risultato netto si registra una diminuzione di oltre il 60% a quota 285,1 milioni per il venir meno di proventi non ricorrenti. La redditività del capitale è salita di oltre quattro punti con il ROE che è passato dal 7,2% al 3%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Ubi Banca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Ubi Banca mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1), risultato dell'esposizione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari e del ciclo economico in generale. Negli ultimi 3 anni il titolo Ubi Banca ha registrato una performance del -24% rispetto al -17,3% dell'indice FTSE Mib; le azioni hanno avuto un andamento inizialmente positivo con un massimo a settembre 2017 seguito da una fase laterale di alcuni mesi (da ottobre 2017 a maggio 2018), in seguito è iniziata una fase riflessiva che si è protratta per oltre otto mesi fino ai minimi di febbraio 2019, livelli che, dopo una breve ripresa, sono stati nuovamente toccati ad agosto dello stesso anno. Il recupero iniziato a settembre è culminato nei massimi di febbraio 2020, in coincidenza con l'annuncio dell'acquisizione da parte di IntesaSanPaolo, ma si è quasi interamente annullato nelle settimane successive con l'inizio della crisi sanitaria, limitato recupero negli ultimi due mesi.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche regionali Ubi Banca risulta la più cara sulla base del Price/Earnings mentre è nella media se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile), buono il rendimento da dividendi, superiore al 5% (N.B. il dato fa riferimento alla cedola proposta dal Cda al momento dell'approvazione del bilancio e attualmente risulta sospeso per tutte le banche su richiesta della BCE).

Opportunità

ingresso nel gruppo Intesa Sanpaolo con conseguenti vantaggi in termini di solidità e posizione di leadership nel mercato nazionale

Rischi

aggravamento della crisi economica e aumento dello spread

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 3% nel 2020 e 2% nel 2021 e seguenti; - una crescita delle commissioni che passa dal 2% del 2020 al 3% negli anni successivi; - un cost/income ratio in crescita nel 2020 al 72% ed in calo al 69,5% dal 2021; Infine si prevedono un tax rate al 27,5% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in progressiva diminuzione fino allo 0,4% dopo l'incremento allo 0,6% nel 2020. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 3,2 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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