Parmalat
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future della società italiana leader nel settore della produzione di latte
Profilo societario
Parmalat è una multinazionale del settore alimentare che opera nei cinque continenti attraverso una presenza diretta o delle partnership nel mercato del latte e dei suoi derivati. In particolare il gruppo è uno dei leader globali del settore del latte liquido e vanta primarie posizioni di mercato negli altri settori di attivita dello yogurt, del dessert, dei succhi di frutta, derivati del pomodoro e prodotti da forno. Il gruppo Parmalat fattura oltre 3,8 miliardi di euro e impiega oltre 35.000 dipendenti nel mondo. Il portafoglio prodotti comprende marchi globali (come Parmalat e Santàl), marchi internazionali (Zymil, Fibresse, Physical, Jeunesse, Omega3, First Growth, Smart Growth, Ice Break/Rush) e altri forti marchi locali.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Parmalat ha mostrato un fatturato sostanzialmente stabile (+1,5%) mentre il margine operativo lordo è sceso del 6,7%, a causa di una contrazione dei margini di circa 0,7 punti. Il risultato netto è invece passato da 195,4 a 675,7 milioni di Euro grazie ai componenti straordinari (transazioni con il sistema bancario per il crack della vecchia Parmalat). La redditività del capitale è scesa a livello di ROI (-3 punti al 5,7%) mentre il ROE supera il 23%. A livello patrimoniale si rafforza la posizione finanziaria positiva per oltre 1100 milioni.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Parmalat fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Parmalat mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) determinata dalla presenza in un business stabile come l'alimentare. Negli ultimi 3 anni il titolo Parmalat ha registrato una performance negativa (-33,2%) ma migliore del -37,2% messo a segno dall'indice rappresentativo dell'intero mercato. L'andamento ha seguito abbastanza da vicino quello degli indici con una iniziale sovraperformance (durata fino a maggio 2007), una correzione prolungata che ha portato il titolo a raggiungere i minimi nel gennaio 2009 ed una successiva ripresa in linea con quella del mercato.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi negativa nel 2009 (-2%) che torna positiva (+2%) negli anni successivi; - margini sulle vendite in miglioramento fino al 9,7% di lungo periodo; - un ROI a lungo termine del 14% Infine si prevedono tax rate al 30% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito del 4%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 1,67 € che tende a crescere (ridursi) di 0,4 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.