Milano Assicurazioni
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di uno dei principali gruppi assicurativi nazionali
Profilo societario
Milano Assicurazioni e' la piu' antica societa' per azioni assicurativa italiana; il suo atto costitutivo risale infatti al 1825. Fin dall'inizio la Compagnia opero' su scala nazionale fino ad arrivare, alle soglie del '900, ad avere un'organizzazione territoriale di 75 Agenzie in Italia e oltre 23 oltre i confini territoriali di allora. Attualmente Milano Assicurazioni è attiva quasi esclusivamente nel ramo danni (rappresenta oltre il 75% dei premi raccolti), ed in particolar modo nel settore della RC auto
Dati finanziari
Nel triennio 2005-2007 Milano Assicurazioni ha mostrato un incremento dei premi emessi del 9,3% mentre gli altri ricavi hanno registrato una flessione superiore al 25% e l'utile da investimenti è cresciuto del 19,5%. L'incremento dell'incidenza di oneri tecnici e dei costi di gestione ha mantenuto sostanzialmente stabile il risultato ante imposte mentre il risultato netto scende del 10% a causa dell'incremento del tax rate; si riduce anche la redditività del capitale con il ROE che passa dal 16,1% al 11,9%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Milano Assicurazioni fanno parte del paniere Midex e rientrano nel segmento Blue Chips Milano Assicurazioni mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta prossimo a 1) riflettendo la prevalenza di ricavi dai rami danni, più stabili rispetto al segmento vita e all'andamento dei mercati finanziari in genere. Negli ultimi 3 anni il titolo Milano Assicurazioni ha registrato una performance negativa (-62%) contro il -42,3% dell'indice Mibtel; l'andamento è sempre stato inferiore a quello del mercato con una riduzione dei prezzi a circa un terzo dei valori massimi raggiunti nel 2007. Solo negli ultimi mesi il titolo sembra avere trovato una base da cui fare ripartire un eventuale nuovo ciclo rialzista.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita dei premi emessi al 2% nel 2008 che scende del 2% nel 2009 per ritornare ad una crescita del 2% nel lungo periodo; - una crescita degli altri ricavi negativa (-5%) nel biennio 2008-2009 che si riporta al 3% dal 2010 in poi; - un'incidenza degli oneri tecnici e delle spese gestionali in aumento di circa 3 punti al 93% del 2009 ed anni successivi; - una redditività degli investimenti che passa dal 1,5% del 2008 al 3% di lungo periodo; Infine si prevede un tax rate stabile al 37% e valori del reserve ratio pari a quelli dell'ultimo anno. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 4,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,16 Euro per ogni punto in più (in meno) del tasso di rendimento degli investimenti come mostrato nella figura seguente.