Italcementi
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future del principale produttore italiano di cemento.
Profilo societario
Il Gruppo Italcementi, con una capacità produttiva di oltre 74 milioni di tonnellate di cemento annue, è il quinto produttore di cemento a livello mondiale.Italcementi, fra le prime dieci società industriali italiane, è quotata alla Borsa Italiana.Le società di Italcementi Group integrano l'esperienza, il know-how e le culture di 21 paesi in 4 continenti del mondo, attraverso un dispositivo industriale di 55 cementerie, 10 centri di macinazione, 8 terminali, 494 centrali di calcestruzzo e 91 cave di inerti.
Dati finanziari
Nel triennio 2004-2006 Italcementi ha mostrato una crescita del fatturato del 29,3% mentre il margine operativo lordo è salito del 30,8% in presenza di margini sostanzialmente stabili. La redditività del capitale investito (ROI) è peggiorata di circa due punti mentre il ROE è sceso di un punto al 14%. Stabile la struttura patrimoniale con il rapporto debt to equity che è passato da 0,51 a 0,47.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Italcementi fanno parte del paniere S&P/Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Italcementi mostra una rischiosità superiore alla media del mercato (beta maggiore di 1) che riflette la ciclicità del business dei materiali per costruzioni legato all'andamento del ciclo economico e degli investimenti. Negli ultimi 3 anni il titolo Italcementi ha registrato una performance del 29,7% contro il 43,7% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio può essere diviso in tre sottoperiodi: - ottobre 2004 - novembre 2005 nel quale il titolo ha registrato un andamento in linea con il mercato (+20% per entrambe); - dicembre 2005 - maggio 2007 caratterizzato da un forte rialzo dei corsi ed un sostanziale raddoppio del valore delle azioni; - giugno 2007 - settembre 2007 nel quale si è invertita la tendenza e il titolo ha perso oltre il 35%;
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 5% del 2007 al 3% di lungo periodo; - margini sulle vendite in diminuzione al 22% del 2007 e al 21,5% nel 2008 ed anni successivi; - una redditività operativa (ROI) di lungo periodo del 12,7% circa. Infine si prevede un tax rate stabile al 40% su tutto il periodo di previsione ed un costo del debito medio del 4,35%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 18,5 € che tende a crescere (ridursi) di 2,8 € per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.