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Eni

L'andamento dei prezzi degli idrocarburi condizionerà anche in futuro le performance borsistiche di Eni, la società può vantare multipli interessanti ed un buon rendimento da dividendi ma i risultati, a differenza dei comparables, sono stati negativi anch

Dati finanziari

Nel triennio 2014-2016 Eni ha mostrato una diminuzione del fatturato del 48,9% mentre il margine operativo lordo è sceso del 50,6% in presenza di una riduzione dei margini di 3,3 punti percentuali. Il risultato operativo è sceso del 72,7% a 2,16 miliardi mentre l'utile netto è passato da 850 a -1457 milioni. La redditività del capitale è diminuita sia a livello di ROE, passato dall'1,4% al -2,7%, che di ROI sceso di 7,3 punti al 3,2%. In crescita l'indebitamento finanziario netto, salito di 1,1 miliardi a 14,8 miliardi, con un debt to equity passato da 0,22 a 0,28.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Eni fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Eni mostra una rischiosità in linea con la media del mercato (beta prossinmo a 1) riflettendo da un lato il buon grado di diversificazione geografica delle attività dall'altro la dipendenza dall'andamento dei prezzi degli idrocarburi. Negli ultimi 3 anni il titolo Eni ha registrato una performance negativa (-17,9%) contro il -6,6% dell'indice FTSE Mib: dopo un iniziale spunto positivo con massimo a luglio 2014 (+11,3% rispetto ad inizio periodo) è iniziato un trend discendente, parallelo alla discesa dei prezzi degli idrocarburi, interrotto da una breve ripresa nella prima parte del 2015 e proseguito fino a febbraio 2016. Andamento laterale per buona parte del resto dell'anno e ripresa decisa solo negli ultimi due mesi del 2016; da inizio 2017 il trend sembra essere tornato nuovamente negativo.

Comparables

tra le principali aziende operanti nel settore dell'estrazione di idrocarburi Eni è tra quelle più a buon mercato sulla base del rapporto Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre il Price/Earnings (Prezzo Utili) non è significativo avendo registrato una perdita nell'ultimo esercizio; il rendimento da dividendi, superiore al 5%, è il più elevato tra le aziende incluse nel campione.

Opportunità

- sviluppo e messa in produzione dei giacimenti scoperti negli ultimi anni - cessione di asset non strategici

Rischi

- nuove flessioni dei prezzi degli idrocarburi

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi del 26,5% nel 2016 che si riporta gradualmente all'1,5% nel lungo periodo; - un Ebitda margin in crescita dal 22% nel 2017 al 24,5% di lungo periodo; - un ROI di lungo periodo del 19,9% Infine si prevedono un tax rate in calo al 58% ed un costo del debito medio in crescita dal 3 al 5%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 17,6 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,35 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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