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Datalogic

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi di uno dei principali produttori di lettori di codici a barre

Profilo societario

Datalogic si posiziona come leader globale nei settori dell'acquisizione automatica dei dati e dell'automazione industriale. L'azienda si distingue per la progettazione e produzione di dispositivi avanzati, tra cui lettori di codici a barre, computer portatili, sensori per rilevazione, misurazione e sicurezza, sistemi RFID, soluzioni di visione artificiale e tecnologie di marcatura laser.

Dati finanziari

Nel triennio 2004-2006, caratterizzato dalla crescita per linee esterne (acquisizioni), Datalogic ha mostrato una crescita dei ricavi del 160,9%; il Mol è salito ad un tasso inferiore (51,4%) a causa di una riduzione dei margini sulle vendite di oltre 7 punti, mentre il risultato netto è passato da 11,2 a 4,3 milioni di Euro. Gli indicatori di redditività sono in contrazione con il ROE che scende di circa 7 punti e il ROI di oltre 11 punti. La struttura patrimoniale ha visto un consistente incremento dell'indebitamento netto a causa delle acquisizioni effettuate ed è passata da una disponibilità di 35,8 ad un passivo di 58,4 milioni di Euro con un valore del rapporto debt to equity pari a 0,31.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Datalogic rientrano nel segmento Star Datalogic mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta minore di 1) dovuto alla presenza in un settore influenzato solo parzialmente dal ciclo economico. Negli ultimi 3 anni il titolo Datalogic ha registrato una performance del 13,8% contro il 5,2% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio è stato caratterizzato da un andamento compreso tra i minimi di 5,25 Euro di inizio periodo e il massimo di 7,42 Euro del febbraio 2006 con un andamento migliore del mercato fino a maggio 2006, una successiva underperfomance ed un nuovo periodo di risultati migliori del Mibtel nell'ultimo mese.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi che passa dal 6% del 2007 al 5% di lungo periodo; - margini sulle vendite in miglioramento al 13% nel 2007 ed al 14,5% nel 2008 ed anni successivi; - una rotazione delle immobilizzazioni in progressivo miglioramento tale da determinare un ROI di lungo periodo del 18,3%; Infine si prevedono un tax rate in diminuzione al 48% ed un costo del debito medio al 4,85% su tutto il periodo di previsione. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 8,32 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,4 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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