Banca Carige
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Il Gruppo Carige ha la struttura di conglomerato bancario, finanziario, previdenziale e assicurativo, all'interno del quale Banca Carige svolge il ruolo di Capogruppo ed ha accentrato presso di sé le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo. L'attività bancaria e' svolta dalle banche del Gruppo: Banca Carige, Cassa di Risparmio di Savona, Banca del Monte di Lucca, Cassa di Risparmio di Carrara e Banca Cesare Ponti. Le prime quattro sono caratterizzate da un forte radicamento territoriale e dalla prevalenza del segmento retail; Banca Cesare Ponti, storica banca milanese entrata a far parte del gruppo a fine 2004, è focalizzata invece sul segmento Private Banking. Il Gruppo opera anche nel settore assicurativo, previdenziale e della bancassicurazione attraverso le controllate Carige Vita Nuova, che esercita il ramo vita, e Carige Assicurazioni, che opera nel ramo danni; le compagnie dispongono di 405 agenzie, che sviluppano importanti sinergie distributive con la rete bancaria del Gruppo.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Banca Carige ha mostrato un incremento del Margine di Intermediazione del 21,6% mentre il Risultato di Gestione è cresciuto del 26%, anche l'utile è migliorato considerevolmente passando da 142,9 a 212,9 milioni di Euro (+48,9%). In miglioramento anche la redditività del capitale con il ROE passato dal 5,2% al 5,9% dopo un massimo del 7,4% nel 2007.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banca Carige fanno parte del paniere Mid Cap Banca Carige mostra una rischiosità inferiore a quella del mercato (beta inferiore ad 1) risultato della dimensione regionale da un lato e della bassa esposizione ai segmenti corporate e investment banking dall'altro. Negli ultimi 3 anni il titolo Banca Carige ha registrato una performance negativa (-45,8%) contro una riduzione del 39% dell'indice rappresentativo del mercato; l'andamento del triennio è stato ribassista fino ad ottobre 2008, con perdite complessive superiori al 60%, la successiva fase di ripresa è culminata nei massimi di maggio 2009 con un sostanziale raddoppio delle quotazioni ma è stata seguita da una nuova flessione che ha riportato i prezzi verso quota 2 Euro.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che passa dal 6% del 2009 al 3% di lungo periodo; - una crescita delle commissioni al 15% nel 2009 in successiva attenuazione fino al 3% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 7,5 punti nel periodo 2009-2015; Infine si prevede un tax rate stabile al 36% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione allo 0,3% a partire dal 2011. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 2,18 € che tende a crescere (ridursi) di 0,1 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.