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Ubi Banca

Dopo una trimestrale molto positiva Ubi Banca può guardare con ottimismo al futuro, facendo leva sull'integrazione delle banche acquisite nel 2017 e con l'obiettivo della riduzione entro l'anno dello stock di crediti deteriorati.

Profilo societario

UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato superiore al 5% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo bancario quotato alla Borsa di Milano e incluso nell'indice FTSE MIB.

Andamento del titolo

nei primi tre mesi del 2018 il margine di interesse è salito del 31,2% a 455,5 milioni, mentre le commissioni nette sono cresciute del 16,2% a 407,7 milioni, con il margine di intermediazione in salita del 17,9% a 902,3 milioni. Il risultato di gestione è cresciuto del 30% a 769,2 milioni ed il risultato netto è passato da 67 a 117,7 milioni (+75,5%).

Dati finanziari

Nel triennio 2015-2017 Ubi Banca ha registrato una crescita del Margine di Interesse dello 0,7% mentre il Margine di Intermediazione è aumentato del 5,9% sostenuto dal buon andamento delle commissioni; flessione per il Risultato di Gestione a quota 1016,8 milioni (-6,8%) a causa dei maggiori costi operativi. A livello di risultato netto si registra invece un netto miglioramento, con il dato passato da 144,5 a 717 milioni ma dovuto in buona parte a componenti straordinari. La redditività del capitale è salita di quasi sei punti con il ROE che è passato dall'1,4% al 7,2%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Ubi Banca fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Ubi Banca mostra una rischiosità superiore a quella del mercato (beta maggiore di 1), risultato dell'esposizione dei ricavi all'andamento dei mercati finanziari e del ciclo economico in generale. Negli ultimi 3 anni il titolo Ubi Banca ha registrato una performance del -41,3% nettamente inferiore al +1,6% dell'indice FTSE Mib; le azioni hanno avuto un andamento negativo fino a fine settembre 2016, arrivando a perdere quasi tre quarti del valore iniziale. Da dicembre dello stesso anno è iniziata una ripresa piuttosto decisa che si è arrestata a fine settembre 2017, da allora il titolo ha riavvicinato in un paio di occasioni quei livelli ma finora è stato respinto.

Comparables

nel raffronto tra le principali banche regionali Ubi Banca risulta nella media sulla base del Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile) mentre è tra quelle più a buon mercato se si considera il Price/Earnings (il dato potrebbe non essere pienamente significativo vista la quota rilevante di utile dovuta a componenti straordinari), buono il rendimento da dividendi, superiore al 2,5% e secondo solo a quello del Credem.

Opportunità

sinergie con le banche acquisite nel 2017 (Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti)

Rischi

ancora incertezza sulla riduzione dello stock crediti deteriorati (anche se si prevede di finalizzarne la cessione di un pacchetto rilevante entro l'anno)

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività che al 2% nel 2018 ed al 3% nel 2019 e seguenti; - una crescita delle commissioni che passa dall'8% del 2018 al 3% del 2020 e seguenti; - un cost/income ratio in progressiva diminuzione (fino al 64% del 2022); Infine si prevedono un tax rate al 32% ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in progressiva diminuzione fino allo 0,30%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 5,5 Euro che tende a crescere (ridursi) di 0,3 Euro per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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