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Pirelli

Dopo i positivi risultati del primo semestre Pirelli sembra avere buoni margini di apprezzamento potendo contare sul miglioramento dei margini, al focus sui segmenti premium e al traino delle vendite sui mercati emergenti.

Profilo societario

Pirelli & C. è una società per azioni, quotata alla Borsa Italiana di Milano dal 1922. Gli pneumatici rappresentano l'asset strategico del gruppo (99% del fatturato nel 2011): Pirelli è leader sull'alto di gamma ed è il quinto operatore mondiale in termini di fatturato. La focalizzazione sulle attività industriali e la trasformazione di Pirelli in una "pure Tyre company" è stata portata a termine nel corso del 2010 con la separazione di Pirelli RE, Pirelli Broadband Solutions ed altri asset non strategici.

Andamento del titolo

nel primo semestre del 2014 dettaglio i ricavi sono scesi a 2986,9 milioni di Euro (-3,3%) mentre il risultato operativo è passato da 378,5 a 426,2 milioni con una marginalità in miglioramento di oltre due punti percentuale; in crescita anche l?utile netto a 189,1 milioni di euro dai 151,4 milioni del I semestre 2013 (+24,9%) favorito da minori oneri finanziari ed un tax rate in calo di 3 punti rispetto all'anno precedente. Cresce infine l?indebitamento finanziario netto a 1935,2 milioni di euro rispetto ai 1732,6 milioni di un anno prima.

Dati finanziari

Nel triennio 2011-2013 Pirelli ha registrato una crescita del fatturato del 10,4% mentre il margine operativo lordo è passato da 812,8 a 1087,5 milioni di Euro (+33,8%), molto bene anche il risultato operativo a +35,9% mentre il risultato netto è passato da 440,6 milioni a 306,5 milioni di Euro (-30,5%) a causa della maggiore incidenza delle imposte. Gli indicatori di redditività sono in crescita con il ROI salito di oltre 1 punto al 21% mentre il ROE è passato dal 20,1% al 12,6%. In crescita infine l'indebitamento finanziario netto a 1322,4 milioni dai 737,1 milioni del 2011 con un rapporto debt to equity a 0,54.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Pirelli fanno parte del paniere FTSE Mib e rientrano nel segmento Blue Chips. Pirelli mostra una rischiosità inferiore alla media del mercato (beta minore di 1) riflettendo la diversificazione geografica del business. Negli ultimi 3 anni il titolo Pirelli ha registrato una performance fortemente positiva (+129,6%) nettamente migliore del +45,9% dell'indice FTSE Mib. L'andamento ha visto un primo periodo di crescita tra settembre 2011 e maggio 2012 (con un incremento delle quotazioni di oltre l'80%) seguito da una fase laterale durata fino ad agosto 2013 ed un nuovo impulso rialzista terminato a marzo 2014, flessione dei prezzi nell'ultimo trimestre.

Comparables

nel raffronto coi principali produttori mondiali di pneumatici, Pirelli risulta la società più cara sulla base del rapporto Price/Earnings (Prezzo Utili) mentre è nella media se si considera il Price/Book Value (Prezzo/Valore Contabile); buono il dividend yield vicino al 3% e nella fascia alta delle aziende incluse nel campione.

Opportunità

focus sui prodotti "premium" e buona presenza nei mercati emergenti

Rischi

rallentamento dell'economia in Sud America (Brasile in primis) dove il gruppo ha una forte presenza

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo dei flussi di cassa scontati e dell'Economic Value Added si sono ipotizzati: - una crescita dei ricavi al -3% nel 2014 e 5% nel biennio successivo che si riporta al 2% nel lungo periodo; - margini in crescita di oltre un punto nel 2014 al 18,3% che raggiungono il 19% nel 2016 e seguenti; - un ROI di lungo periodo del 21,9%. Infine si prevedono: un tax rate al 37,5% ed un payout in crescita al 45%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di 14,4 Euro che tende a crescere (ridursi) di 1,15 Euro per ogni punto in più (in meno) del margine sulle vendite come mostrato nella figura seguente.

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