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Banca Popolare di Milano

Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari

Profilo societario

Banca Popolare di Milano, costituita nel 1865, e' una societa' cooperativa per azioni a responsabilita' limitata. Fondata sul principio della mutualita', coniuga da sempre cooperazione e competizione. BPM e' oggi una Banca commerciale interregionale che offre, direttamente o tramite le societa' controllate e partecipate, servizi nei comparti Retail, Corporate, Asset Management, Investment Banking, Private Banking e di Assicurazione.

Dati finanziari

Nel triennio 2005-2007 Banca Popolare di Milano ha fatto registrare un incremento del Margine di Intermediazione del 13,3% mentre il Risultato di Gestione è cresciuto ad un tasso maggiore (+32%) arrivando a 678,2 milioni di Euro; l'utile è salito del 26,3% passando da 265,5 a 335,3 milioni di Euro. La redditività del capitale è in miglioramento con il ROE che arriva al 9,3%.

Commento ai dati di bilancio

Le azioni Banca Popolare di Milano fanno parte del paniere S&P Mib Banca Popolare di Milano mostra una rischiosità in linea con quella del mercato (beta prossimo ad 1) risultato della dimensione regionale delle attività e della limitata esposizione ai segmenti di business più volatili. Negli ultimi 3 anni il titolo Banca Popolare di Milano ha registrato una performance negativa -0,7% contro il +8,9% dell'indice Mibtel; l'andamento del triennio ha visto una prima fase di rialzo durata fino a gennaio 2007 (+73,4% contro il +34,6% dell'indice di mercato) seguita da una di contrazione, esauritasi da circa un mese, nella quale sono stati annullati tutti i progressi precedenti.

Ipotesi di valutazione e sensitivity

Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività al 5% nel 2008 che scende al 4% negli anni successivi; - una crescita delle commissioni al 4% su tutto il periodo di previsione; - una riduzione del cost/income ratio di 1,5 punti (al 61,5%) nel 2008 e di un ulteriore punto nel 2009; Infine si prevede un tax rate stabile al 38% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti sulle attività pari allo 0,30%. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 12,6 € che tende a crescere (ridursi) di 0,65 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.

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