Banca Popolare di Milano
Abbiamo utilizzato Step 2.0 per un'analisi delle prospettive future di una delle principali banche regionali quotate a Piazza Affari
Profilo societario
Banca Popolare di Milano, costituita nel 1865, e' una societa' cooperativa per azioni a responsabilita' limitata. Fondata sul principio della mutualita', coniuga da sempre cooperazione e competizione. BPM e' oggi una Banca commerciale interregionale che offre, direttamente o tramite le societa' controllate e partecipate, servizi nei comparti Retail, Corporate, Asset Management, Investment Banking, Private Banking e di Assicurazione.
Dati finanziari
Nel triennio 2006-2008 Banca Popolare di Milano ha subito una riduzione del Margine di Intermediazione del 13,5% mentre il Risultato di Gestione è sceso ad un tasso maggiore (-37,6%) a quota 452,4 milioni di Euro; l'utile è ridotto di quasi l'80% passando da 403,9 a 82,9 milioni di Euro. La redditività del capitale è in forte diminuzione con il ROE che non supera il 2,5%.
Commento ai dati di bilancio
Le azioni Banca Popolare di Milano fanno parte del paniere S&P Mib Banca Popolare di Milano mostra una rischiosità leggermente più alta di quella del mercato (beta uguale 1,1) risultato della dimensione regionale delle attività e della limitata esposizione ai segmenti di business più volatili. Negli ultimi 3 anni il titolo Banca Popolare di Milano ha registrato una performance negativa -57% contro il -48,3% dell'indice Mibtel; i massimi sono stati raggiunti a gennaio 2007, più di un anno prima dell'inizio della fase correttiva dei mercati azionari, anche se il titolo ha iniziato a sottoperformare solo da novembre 2007, con correzioni particolarmente accentuate nel periodo maggio-luglio e settembre-ottobre 2008, la ripresa iniziata da marzo 2009 è stata in linea con quella dell'indice.
Ipotesi di valutazione e sensitivity
Nell'applicazione del metodo del dividend discount model e dell'excess return si sono ipotizzati: - una crescita delle attività dell'1% nel 2009 che sale al 5% nel 2010 e si stabilizza al 4% negli anni successivi; - una crescita delle commissioni in progressivo miglioramento fino al 4% di lungo periodo; - una riduzione del cost/income ratio di 6,5 punti (al 66%) nel periodo 2009-2013; Infine si prevede un tax rate stabile al 38% su tutto il periodo di previsione ed un'incidenza degli accantonamenti su crediti in diminuzione dallo 0,55% del 2009 allo 0,35% del 2012 ed anni successivi. I risultati del modello convergono su un valore per azione di circa 6 € che tende a crescere (ridursi) di 0,4 € per ogni punto in meno (in più) del cost income ratio come mostrato nella figura seguente.